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L'anfiteatro Romano di Lecce vicino Piazza Sant'Oronzo
Strano lo scenario che si presenta oggi agli occhi dei Leccesi:basta arrivare in Piazza S. Oronzo, nel cuore della città, per poter ammirare i resti dell’Anfiteatro Romano, uno dei monumenti più antichi del Salento. L’Anfiteatro Romano risale, infatti, al II secolo d.c. e fu innalzato ad opera delle guarnigioni romane dell’Imperatore Adriano che sostavano vicino alla città di Lecce. Per molto tempo l’Anfiteatro è rimasto sepolto sotto le sue stesse macerie, venne scoperto per caso solo nel 1901 e riportato alla luce grazie al notevole impegno di Cosimo De Giorni. Solo verso la metà del secolo scorso, dopo la seconda guerra mondiale, furono eseguiti dei lavori di scavo archeologiche ne hanno portato alla luce i resti. All’inizio della sua storia misurava complessivamente 102 metri in lunghezza e 83 in larghezza, con l’arena che ne considerava rispettivamente 53 e 34 metri e i cui spalti potevano accogliere circa 25.000 persone.
Oggi di tutto questo è rimasto veramente poco, in quanto, a causa dei terremoti e delle devastazioni susseguitesi nel corso della storia, buona parte della costruzione è andata perduta. La crescita a starti sovrapposti di Lecce nel corsi dei secoli, inoltre, ha sommerso le mura dell’Anfiteatro Romano, facendone scomparire l’altezza originaria e contribuendo all’insolita veduta che attualmente si presenta ai curiosi: l’anfiteatro, infatti, è visibile dall’alto, praticamente “affacciandosi” dalla balaustra di Piazza S. Oronzo. Guardando verso il basso si osserva una parte dell’ arena, degli spalti e degli antri interni che continuano anche sotto il manto stradale per un terzo dell’intera superficie originaria.
All’ingresso si può osservare la Stele realizzata in pietra di Trani dallo scultore Antonio Bortone per commemorare Quinto Ennio. Mentre le statue rinvenute al suo interno sono custodite al Museo Provinciale “S. Castromediano” di Lecce.
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