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Lecce

Lecce si trova posizionata nell’alto Salento, su un pianura che si trova a cinquanta metri sopra il livello del Mar Adriatico. Quasi al confine con la provincia di Brindisi, la sua terra è costeggiata dal Mar Adriatico a destra e dal Mar Ionio a sinistra. Attualmente la città di Lecce conta più di centomila abitanti e ha una planimetria trapezoidale che si sviluppa attorno ad un unico centro su cui ruota la vita dei leccesi e dei salentini che ogni giorno vi fanno sosta per lavoro o per divertimento. Lecce ha un’anima intellettuale, colta e aristocratica. La sua nutrita immagine artistica è il frutto di secoli di storia che il trascorrere del tempo ci ha lasciato in eredità. Già in epoca passata, infatti, veniva chiamata “Atene delle Puglie” e la sua arte ha reso Lecce unica nel suo genere. La ricchezza artistica di questa terra ha superato i confini del Salento facendo conoscere Lecce in tutta Europa, tanto da meritarsi il nome di “Firenze del Sud”.

A contribuire, inoltre, alla fioritura dei numerosi monumenti barocchi nella “Lecce Vecchia”, come la chiamano i leccesi, la presenza un tempo di molti ordini religiosi che edificarono le proprie chiese e i propri spazi come segno di potere e di prestigio nella società. Grazie alla luminosa e morbida pietra leccese gli scultori del passato hanno avuto modo di realizzare degli splendidi capolavori artistici che non hanno eguali e che rendono unico e meraviglioso il centro storico di Lecce, con i suoi palazzi dai particolari finemente decorati, i suoi balconi sorretti da fantastici motivi floreali e animali, le sue mura intrise della morbida materia scultorea tipica di Lecce. La pietra leccese, infatti, è un calcare a grana finissima, compatta e omogenea ma tenero e duttile sotto lo scalpello dello scultore, che permette di creare virtuosismi volumetrici che una normale pietra non permetterebbe. Il suo particolare colore giallo paglierino, sotto la calda luce solare che splende sulla città di Lecce, appare come un rilucente riflesso dorato che ravviva ed esalta le virtuose forme scultoree intagliate sulle facciate dei monumenti, creando un vibrante gioco chiaro-scurale che investe lo spettatore.Di contro, la sua tendenza a deteriorarsi facilmente sotto l’influsso degli agenti atmosferici, che ne causano la corrosione e il deperimento.

Con l’ausilio della pietra leccese e la bravura dei maestri scalpellini del Salento, tra cui ricordiamo Gabriele Riccardi, Giuseppe Zimbalo e Giuseppe Cino, Lecce si è arricchita nel corso dei secoli di innumerevoli capolavori artistici, prima tra tutti la Chiesa di Santa Croce che ne rappresenta il simbolo per eccellenza, seguono il complesso architettonico del Duomo, del Palazzo del Seminario e del Campanile, il Sedile in Piazza S. Oronzo, e, infine, le prestigiose chiese di S. Chiara, dei S.S. Nicolò e Cataldo, dei Teatini, per citarne solo alcune. Al di fuori del centro storico di Lecce corre circolare il viale di raccordo principale tra i vari quartieri vecchi e nuovi. Percorrendolo in tutta la sua lunghezza si può avere una visione d’insieme della città di Lecce, dove accanto alle antiche costruzioni storiche vive la moderna edilizia del Novecento, frutto del recente sviluppo commerciale ed economico di Lecce.

Allo stesso modo facendo un giro tra le vie del centro vediamo convivere uno accanto all’altro, con naturalezza, i nuovi centri commerciali, le nuove imprese tecnologiche con le botteghe degli artigiani della pietra leccese, del ferro battuto e della cartapesta che, nel portare avanti le vecchie tradizioni del Salento, ne hanno fatto nuovi tesori di cui la città di Lecce va fiera. Il fulcro culturale ed intellettuale, oggi, gira intorno all’Università degli Studi di Lecce e alle sue importanti iniziative e fa capo fisicamente alla sede dell’Ateneo posta accanto a Porta Napoli.

Storia

La nascita di Lecce risale al periodo messapico, V – IV secolo a.c., come risulta dai reperti archeologici rinvenuti in alcune tombe dell’Ipogeo Palmieri e anche osservando la morfologia di alcuni tratti delle sue cinte murarie. All’inizio della sua storia era un piccolo sobborgo appartenente alla vicina città Rudiae, patria di Quinto Ennio. Durante l’Impero di Adriano, intorno al II secolo d.c., Lecce diventa una Litum Romana ed inizia a popolarsi il primordiale nucleo abitato di quella che allora veniva Lupiae, cioè il lupo, rimasto da allora come simbolo di Lecce,lo troviamo infatti a testimoniare delle origini della città nello stemma cittadino. In questo periodo sorgono l’Anfiteatro, il Teatro Romano, il Porto di S. Cataldo che ne testimoniano la crescita di importanza rispetto agli altri centri salentini. Successivamente, con l’Imperatore Marco Aurelio, di origini leccesi, Lecce ampliò il suo potere territoriale che portò alla crescita commerciale e architettonica.

A Marco Aurelio subentrò, dopo una parentesi di dominazione greca, la dominazione dell’Impero Romano D’Oriente con Totila, che si protrasse per ben cinque secoli. Con la caduta dell’Impero Romano, anche Lecce perde forza e ridimensiona la sua estensione fino quasi a scomparire; furono i Normanni a riportala a nuova vita, quando Roberto il Guiscardo rifonda la contea di Lecce facendola divenire centro nevralgico della cultura cavalleresca del Medioevo. In questo periodo, intorno alla metà del 1100, sotto il dominio di Tancredi, conte di Lecce e re del Regno delle Due Sicilie, venne riedificata la Cattedrale e nascono i Conventi di S. Giovanni Evangelista e dei S.S. Nicolò e Cataldo, due tra i monumenti medievali più importanti di Lecce. Dopo che i Normanni scomparvero dal territorio del Salento, subentrarono gli Svevi, poi, dopo di loro a seguire, gli Angioini, i Brienne e gli Orsini Del Balzo, fino all’arrivo nel Cinquecento, di Carlo V con cui si ebbe la nuova vera rinascita di Lecce. Da qui parte il Rinascimento di Lecce e del Salento, grazie alle importanti opere realizzate in questo periodo da stimati architetti come Giangiacomo dell’Acaya e Gabriele Riccardi. Vengono aperte nuove strade di collegamento interno più confortevoli da percorrere, come il percorso che congiunge S. Croce a Palazzo Adorno, vennero innalzate le mura di difesa intorno a Lecce, il Castello, l’Arco di Trionfo dedicato all’Imperatore, l’ospedale dello Spirito Santo.

Dopo Carlo V , Lecce passò sotto la dominazione spagnola, mantenendo il suo ruolo di fulcro per la cultura e per l’arte, grazie al continuo interesse verso la crescita artistico-architettonica della città.Fioriscono, dunque, le meraviglie artistiche di Lecce, la Chiesa di Santa Croce, il Palazzo del Seggio, la Chiesa di S. Irene, di Santa Maria della Grazia, del Gesù, di S. Teresa, di S. Chiara, il Palazzo del Governo, Piazza Duomo con il Campanile, il Palazzo del vescovo e il Seminario. Il 1600 fu caratterizzato dalla forte influenza da parte dei Vescovi sulla città di Lecce, che si concretizzava nel rinnovo dell’immagine della città, grazie anche all’avvento del nuovo gusto artistico del Barocco che contribuì ad esaltare ancor più l’egemonia ecclesiastica sulla vita pubblica cittadina, attraverso l’edificazione di altri edifici religiosi e la ristrutturazione di quelli già esistenti, tra cui la Cattedrale, il rifacimento delle chiese più importanti, la modifica di Piazza Duomo, l’aggiunta della Statua di S. Oronzo in quella che allora veniva chiamata la Piazza del Mercato, l’attuale Piazza S. Oronzo. Nel secolo successivo, 1700, il potere temporale del clero decade e prendono il potere le famiglie nobili di Lecce, solo con una breve parentesi di Dominio Austriaco fino al 1734. dal punto di vista artistico, sulle facciate delle chiese e dei palazzi ancora padroneggia, in tutto il suo fulgore creativo, lo stile barocco nato nel secolo precedente. Si ha un cambio di rotta con l’arrivo di Napoleone che sopprime gli ordini religiosi fino allora molto attivi a Lecce sia religiosamente che culturalmente. Vennero anche abbattute le cinte murarie del ‘500 ed innalzati nuovi monumenti. I nuovi palazzi portarono a Lecce il gusto neoclassico già sviluppatosi nel nord Italia a partire dal ‘700 e un tocco di stile neogotico di provenienza europea.

L’Ottocento si apre con la partecipazione di Lecce ai Moti Carbonari nel 1821e con l’instaurazione di un governo liberale provvisorio nel 1848. Lecce, prende parte al moto liberale del Meridione e entra a far parte delle Province Confederate. Dal 1895 al 1915, segue un periodo di sviluppo economico e strutturale che fa espandere il centro abitato di Lecce fin oltre le antiche mura di cinta. Solo nel 1927, però, si ha la divisione tra le province di Taranto, Brindisi e Lecce, che apre completamente la strada allo sviluppo autonomo del territorio del Salento.

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